La Mole Vanvitelliana di Ancona: un monumento che racconta la storia della città

La Mole Vanvitelliana di Ancona è stata nel corso del tempo un lazzaretto e una fortezza militare ed è oggi uno spazio espositivo

La Mole Vanvitelliana di Ancona è uno dei monumenti più importanti e rappresentativi del capoluogo marchigiano la cui storia è strettamente collegata ad essa.


Situata a breve distanza dalla stazione ferroviaria e dal nostro Hotel, da cui è raggiungibile anche a piedi, la Mole Vanvitelliana di Ancona è uno dei principali monumenti e dei simboli della città.

Questo edificio, situato nei pressi della zona del porto di Ancona, non può passare inosservato al turista che si avvicina ad esso è caratterizzato, infatti da una insolita pianta pentagonale che richiama subito una storia ricca di eventi e vicende che si intrecciano strettamente con la storia del capoluogo marchigiano.

La costruzione della Mole Vanvitelliana

L'antico lazzaretto del porto dorico (altro nome della Mole) fu voluto da Papa Clemente XII (Cardinal Lorenzo Corsini,1652-1740), agli inizi del XVIII° secolo. Il papa aveva concesso ad Ancona la prerogativa di porto franco, con la conseguente esenzione dalle imposte della dogana pontificia e, per questo, la città attraversava un condizione commerciale particolarmente felice, motivo per cui il Papa decise anche di costruire un grande Lazzaretto in sostituzione del precedente stabilimento, ormai insufficiente a reggere la mole di merci dirottate sul porto dorico.
Il lazzaretto (Laemocomium), la prima e originaria destinazione della Mole, era, infatti il luogo in cui in epoca moderna, veniva tenute per un periodo di isolamento forzato di quaranta giorni sia le persone che le mercanzie che arrivavano via mare da Oriente, con lo scopo di prevenire la diffusione di epidemie.
L'edificio, la cui costruzione ebbe inizio nel 1732, fu realizzato su disegno del progettista pontificio, l’architetto Luigi Vanvitelli (Lodewijk van Wittel: Napoli 1700 - Caserta 1773) da cui prende anche il nome attuale. Vanvitelli, dopo un viaggio di ricognizione lungo l'Italia, iniziò a lavorare sul progetto del lazzaretto anconetano, dotandolo di valenze architettoniche e urbanistiche particolarmente innovative per quell'epoca.
La prima pietra venne posta il 26 luglio 1733 e già nel 1736 l'opera risultava in fase di avanzata realizzazione; i lavori furono completati solo nel 1743, tre anni dopo la morte di Clemente XII.
Il risultato fu una costruzione imponente che si estende quasi ventimila metri quadrati, lungo la costa in direzione sud.
La struttura architettonica, dotata di grande solidità e caratterizzata dalla classica forma pentagonale delle fortificazioni rinascimentali e moderne, giustifica pienamente l'appellativo di Mole, per l'imponenza dell'edificio. Il Lazzaretto si presentava come una sorta di isola-città, quasi un modello autosufficiente di cittadella tardo-rinascimentale, capace di alloggiare fino a duemila persone, contenere decine di migliaia di metri cubi di merci, conservare centinaia di migliaia di litri d'acqua grazie a un sofisticato sistema di raccolta delle acque piovane.

La storia della Mole Vanvitelliana e i suoi utilizzi

Anche se progettata come presidio sanitario e come deposito merci, non bisogna dimenticare che la Mole Vanvitelliana svolse fin dalla sua nascita anche una funzione militare (testimoniata dalla presenza del rivellino, dall'altezza delle mura esterne, dal camminamento scoperto di ronda lungo le mura perimetrali, dall'esistenza di feritoie), dal momento che costituiva un elemento di chiusura, della cinta di mura della città che scendevano dal sovrastante forte della Cittadella.
Il tempietto neoclassico, dedicato a S. Rocco, presente al centro del cortile, consentiva alle persone rinchiuse nel Lazzaretto di assistere alle celebrazioni e svolgeva, quindi, un'indispensabile funzione religiosa, oltre a costituire un'accorta soluzione architettonica, dal momento che coincide con la parte superiore e visibile di un sistema di raccolta dell'acqua piovana, realizzato con cisterne sotterranee, collocate sotto il tempietto stesso.
Nel corso dell'età moderna il Lazzaretto venne poi utilizzato anche come ospedale militare e come caserma.
Nel 1799 ha costituito l'elemento principale di difesa di Ancona, occupata dai Francesi, contro la flotta austriaca.
Nel 1860 il Lazzaretto smise definitivamente di ricoprire la funzione ispettiva e sanitaria per la quale era nato e, nel 1884, diventò sede di una raffineria degli zuccheri.
Nel 1918, durante la prima guerra mondiale, la Mole Vanvitelliana fu sede di un importante episodio militare. Era stata, infatti adibita a base di una squadriglia di MAS (Motoscafi Armati Siluranti) che l'avversario austriaco avrebbe voluto neutralizzare con un'incursione che, però, fu abilmente sventata da agenti della Guardia di Finanza e dei Carabinieri italiani.
Dal 1947 il lazzaretto di Ancona fu destinato a deposito per l'essiccazione e la stagionatura dei tabacchi, gestito dalla  Manifattura Italiana Tabacchi del vicino centro di Chiaravalle.
Dopo l'acquisizione dell'edificio monumentale da parte del Demanio di Stato, nel 1997 il Comune di Ancona ha iniziato una lunga e onerosa attività di restauro della struttura che, anche grazie al generoso contributo della Fondazione bancaria Cariverona, è riuscita a restituire al Lazzaretto il sul aspetto originario, pur senza cancellare completamente le modifiche più significative introdotte nel corso dei secoli.

La Mole Vanvitelliana oggi: arte, cultura e spettacolo

Anche grazie alla sua peculiare natura di isola artificiale di forma pentagonale, adagiata sul mare e collegata alla terraferma da due ponti, la Mole Vanvitelliana costituisce uno dei più caratteristici monumenti di Ancona ed è divenuta, nel corso degli ultimi anni, ancor più nota per essere la sede di molte manifestazioni di carattere culturale.
L'entità degli spazi, la rilevanza delle mostre, l'importanza delle attività culturali ospitate ne hanno fatto il principale centro espositivo delle Marche, un contenitore dove, durante tutto l'anno, confluiscono esposizioni temporanee, festival e spettacoli.
Tra di esse occorre ricordare almeno la sezione italiana del  Festival Adriatico-Mediterraneo che utilizza la Mole come sua sede fin dalla prima edizione (2007) e che è ormai accreditato come uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati all'incontro tra la cultura italiana ed europea con quella dell'area balcanica e del Mediterraneo.
Oltre ad esso occorre segnalare anche che il Lazzaretto ospita, in una parte dell'ala ristrutturata, la nuova sede permanente del Museo tattile statale “Omero”, l'unica sede museale in Italia rivolta ai non vedenti e a quanti intendano provare l'esperienza dell'esplorazione del mondo dell'arte attraverso il senso del tatto.
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